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TRATTAMENTI DI CHIRURGIA ESTETICA (LIFTING)
Certamente la chirurgia estetica è il rimedio principe ai fini del ringiovanimento del viso, soprattutto in quei casi in cui non ci troviamo di fronte solo a qualche piccola ruga o ad una pelle poco elastica, ma l’ovale del viso è mutato, il suo tono complessivo è compromesso ed i trattamenti di superficie sarebbero solo dei palliativi.
Un abile chirurgo può passare per un vero e proprio mago: senza mutare la fisionomia e l’espressione generale può sollevare e distendere delle guance che si erano afflosciate, ritendere il collo, aprire ed illuminare lo sguardo, togliere le borse agli occhi, accentuare gli zigomi, spianare le rughe della fronte, tirare sù il naso, ridare spessore alle labbra ed altro ancora! In certi casi il confronto tra il prima e il dopo l’intervento è esaltante: è facile credere di essersi tolti dieci anni dalla propria carta d’identità.
I motivi per cui un buon chirurgo riesce ad ottenere rapidamente dei risultati che con altre tecniche si ottengono a fatica e lentamente sono legati al fatto che egli può intervenire direttamente su tutti i più importanti piani strutturali del viso. Le recenti tecniche di intervento non si limitano più a «tirare» la pelle, che altrimenti dopo poco si rilasserebbe di nuovo: c’è sempre un’azione centrale sulla muscolatura, in cui vengono chiusi varchi, riaccostati fasci, tirata la guaina che copre il muscolo, tagliate le fibre che si contraggono eccessivamente; oltre a questo essenziale lavoro sulla fascia muscolo-tendinea, correntemente si eseguono manovre di completamento sul grasso che, se in eccesso, viene aspirato o tolto per favorire la coesione pelle-muscolo e sulle pareti ossee che possono venir assottigliate o al contrario inspessite.
Il lifting totale (A) si attua con un’incisione che corre da dietro un orecchio all’altro passando tra i capelli e per un breve tratto sul davanti del padiglione auricolare: tende tutto il viso ed il collo;
il «minilifting» (B) ed i lifting temporali o fronto-temporali sollevano zone più limitate con trauma minore e spesso risultati analoghi al precedente. E’ molto diffusa anche la blefaroplastica (aspirazione del tessuto e del grasso in eccesso delle palpebre) e il rimodellamento del viso (che spesso sfrutta solo la lipoaspirazione). Tutte queste tecniche richiedono una decina di giorni per far riassorbire ecchimosi ed edemi e per dare modo di indossare una guaina compressiva che faciliti l’adesione dei tessuti che sono stati «scollati» prima di venir tirati.
Abbiamo finora visto tutti i pro della chirurgia estetica; ci sono però anche molti fattori che ne limitano la diffusione. Innanzi tutto la paura dell’intervento e dell’anestesia; anche se stiamo parlando di estetica questi trattamenti richiedono una clinica attrezzata per affrontare ogni complicazione od emergenza ed in qualsiasi anestesia o chirurgia è insito il rischio e l’imprevisto. Lo stesso risultato finale può essere infirmato dall’imprevedibile comparsa di una cicatrice cheloidea (eccessivamente sviluppata ed irregolare) o da un’infezione o dall’intolleranza ai punti di sutura. In secondo luogo il risultato estetico non è mai definitivo; nel giro di 6-8 anni l’effetto di un lifting scompare ed i tessuti riprendono il loro aspetto originario. Va inoltre valutato lo stato complessivo dell’individuo: non conviene creare un viso giovane su un corpo troppo malandato, sarebbe come cambiare la carrozzeria dell’automobile lasciando il vecchio danneggiato motore. Molte resistenze, soprattutto nel nostro paese, sono di natura «sociale»: tuttora la chirurgia estetica è vista come qualcosa da tenere segreta, che esporrebbe a commenti e sarcasmi. Per questo motivo gli ambulatori sono pieni di pazienti che vorrebbero ma non possono, frenati dai 10 giorni di forzata riduzione dell’attività di relazione, dalla preoccupazione che i segni siano visibili o addirittura dal fatto che «non potrei nasconderlo a mio marito» oltreché, naturalmente, dal costo rilevante degli interventi di chirurgia estetica.
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