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I TRATTAMENTI PER LO STRATO PIU’ SUPERFICIALE, LA PELLE
I TRATTAMENTI MEDICI SULLA CUTE
Lasciando da parte gli interventi chirurgici, che ormai agiscono su strati più profondi di quelli esclusivamente cutanei e di cui parleremo più avanti, i trattamenti superficiali sono numerosissimi.
In linea di massima sono di tre tipi principali: possono essere «revitalizzanti», oppure aspirano a levigare la pelle e asportare rughe per «sottrazione» (cioè levigando da sopra come quando piallo una tavola), o infine riempiono dal di sotto le rughe.
I TRATTAMENTI REVITALIZZANTI
Prevedono delle microiniezioni di estratti placentari o estratti biologici in genere nelle varie zone del viso, al fine di stimolare i processi nutritivi e moltiplicativi del tessuto.
In passato queste iniezioni si sono ammantate di un alone di mistero, con valenze quasi miracolose ed attese spropositate.
Non si tratta ovviamente di elisir segreti di eterna giovinezza: attualmente quello che si inietta, specie se di provenienza umana, è accuratamente certificato e garantito, ed ha una certa efficacia nello stimolare dei processi biologici e metabolici che con il tempo si erano degradati.
I TRATTAMENTI LEVIGANTI
Sono rappresentati dai peelings.
Essi, da un lato asportano dalla pelle uno strato più o meno spesso, rendendola con ciò liscia, con meno rughe, senza macchie, liberando strati cutanei più profondi, quindi più protetti e giovani; dall’altro determinano un forte stimolo al ricambio cellulare e alla neoformazione di collagene con conseguente miglioramento del tono complessivo e dell’idratazione. I trattamenti più leggeri prevedono l’applicazione a casa di Acido Retinoico, un derivato della Vitamina A, o di Acido Glicolico, presente negli agrumi e nella canna da zucchero; si ottengono buoni risultati superficiali, ma l’uso è riservato al periodo invernale per i rischi di fotosensibilità. I peelings più forti si eseguono invece nello studio medico, dove a volte si ottengono delle «spellature» impressionanti. Niente paura! Basterà trovare una scusa e nascondersi per qualche giorno, poi il «ringiovanimento» del viso ripagherà delle sofferenze sopportate. Le sostanze più usate per questi trattamenti sono la resorcina, l’acido tricloroacetico ed il fenolo. Le applicazioni sono effettuate rigorosamente lontano dal sole per il rischio di macchie reattive. A seconda della forza si distaccherà l’epidermide (riparazione in 7-8 giorni) oppure lo strato fino al derma superficiale (ferite, croste ed eritemi per 20-40 giorni). I peelings più forti servono anche per le piccole cicatrici.
L’acido glicolico, ultimo nato dei peeling medici, è molto delicato, ha un buon effetto ringiovanente e tonificante, ma necessita di un alto numero di sedute.
Le cicatrici numerose e più profonde richiedono un tipo particolare di esfoliazione, la dermoabrasione: una fresa abrasiva rotante porta via come una carta vetrata degli strati di pelle fino al sanguinamento superficiale. In questo caso è richiesta molta perizia per i rischi di lasciare cicatrici; inoltre la pelle residua, seppur liscia, risulterà sottile, porcellanacea, similcicatriziale.

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